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Sylvie Giustinetti scrive a Selvaggia Lucarelli: “Sono qui, e sono tua”

sylvie giustinetti - selvaggia lucarelliSì, ho rotto gl’indugi e, dopo giorni di tentennamenti, ho deciso che fosse giunto il momento per riempire la pagina bianca che mi trovavo di fronte, e di dirti tutto ciò che penso, Selvaggia. Certo, sono perfettamente consapevole che l’attrazione che provo nei tuoi riguardi sarà immediatamente catalogata come un qualcosa al di fuori della normalità: d’altra parte, come potremmo aspettarci una reazione diversa, in un Paese tanto ottuso e bigotto? Fingono di sorprendersi o, addirittura, schifarsi per un bacio tra due donne, e rimangono impassibili di fronte ai delinquenti che gli stanno sfilando il futuro dalle mani. Paradossale, ma è così.

Come avrai intuito, a scriverti non è uno dei tanti uomini che sbavano o – peggio ancora – fingono di sbavare al tuo cospetto, alla ricerca di un batter d’ali di notorietà, ma una donna perennemente intenta a procurarsi piacere, sia esso fisico, semplicemente intellettuale o, addirittura, spirituale, non importa. Purchè di piacere si tratti.

Io sono Sylvie, e qualcosa mi dice che tu potresti essere la donna che fa per me, quella in grado di scatenare quel Big-Bang alchemico a base dei tre elementi a cui mi riferivo poc’anzi.

Quanto ti sto scrivendo non ti provoca alcun disagio, vero Selvaggia? Certo che no, lo so perfettamente, mi pare quasi di vederti, mentre mi leggi, e senti salirti dentro quella piacevole sensazione di eccitamento e di divertimento al tempo stesso. L’idea ti stuzzica, e ti stupisci con te stessa della tua reazione o, per meglio dire, fingi di stupirti, ma è soltanto questione di un attimo, di un istante che non conta nulla, perché l’unica cosa che importa, è che mentre mi leggi tu sei mia, cara Selvaggia.

Il piacere derivante da questa consapevolezza potrebbe essere sufficiente a saziare la mia voglia di te, ma anche no. Sai perché? Perché il mio desiderio di possederti è direttamente proporzionale a quello che tu hai di conoscermi, di scoprire chi sono e come sono fatta, di leggere nei miei occhi la conferma che il turbinio di emozioni che hai vissuto in questa manciata di minuti, non è stato scatenato da uno stupido bluff.

Avanti, Selvaggia, io sono qui. E sono tua.

La lettera su Libero del 6 agosto 2013

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